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Victory Blues 3

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Bridge: di bagni e personalità multiple

Sto per uccidere Graham Watts.

Mi guardo allo specchio.

Sono rinchiusa nel bagno della redazione di Flavour a meditare. E a prendermi una meritata pausa da una mattinata di telefonate multiple a cui né il direttore del personale né l’addetta al marketing hanno voluto rispondere.

“Per cortesia, di’ che siamo in riunione”.

Avranno anche imparato a chiedere le cose con gentilezza ma continuo a non capire perché a me tocca scrivere un pezzo con una mano e sollevare la cornetta con l’altra, mentre loro trascorrono intere giornate ad adornare di foto il profilo Facebook e a chattare allegramente con le conquiste da aperitivo della sera precedente.

Attraverso la porta arrivano le note invadenti di “1973” di James Blunt. Qualcuno ha proprio deciso di farmi perdere la pazienza.

Gentile Signor Watts,

le scrivo a nome della direzione di Skynet TV. Il nostro direttore dei programmi è un fan della sua rubrica culinaria su Flavour Magazine. La trova innovativa, irriverente, tagliente al pari di quella di Anthony Bourdain. A tal proposito vorrebbe incontrarla per discutere con lei della possibile realizzazione di uno show ispirato alla suddetta rubrica.

Mi guardo allo specchio.

Nell’intricata a voluminosa massa dei miei capelli rossi isolo il mio primo capello bianco e lo strappo. Ho trentacinque anni, quindici di onorata carriera e non ho un futuro. La classica, noiosa storia italiana, di quelle buone solo a rimpolpare statistiche a cui nessuno presta realmente attenzione. Tutto sommato sono ancora presentabile. Forse è davvero perché il mio utero è ancora immune dai disagi di ripetute gravidanze, come mi ripete la mia amica Laura, casalinga per nulla disperata, dedita alla ripopolazione del pianeta.

Bussano alla porta. Non rispondo. Bussano di nuovo.

“Elisaaaa. Al telefono. È per te”, mi urla la più giovane delle mie sempre sorridenti colleghe.

Esco, rassegnata.

Gentile Signor Watts,

le confermo che l’appuntamento con il direttore Vetruri è confermato per lunedì prossimo alle ore 14.00 presso la sede centrale di Skynet TV. Siamo tutti ansiosi di conoscerla.

Sulla mia scrivania c’è un sacchettino arancione. Su tutte le scrivanie c’è un sacchettino arancione. Siamo state nominate in gruppo? Non lo sapremo mai. Oggi non si sente il tintinnio dei braccialetti pseudo-indiani del direttore, né è percepibili la scia di quell’orrendo profumo al patchouli.

Non ce la faccio. Con una scusa corro di nuovo in bagno.

Mi guardo allo specchio e vedo il riflesso di Stella Martini, l’acclamata columnist sociale di Flavour, una sorta di Carrie Bradshaw meno fashionista e più acidella.

“Che stronzo quel Graham. Noi ci sbattiamo tutto il giorno per guadagnare la pagnotta e il signorino ottiene un’offerta di lavoro seria. Mia cara, sai cosa devi fare. Non deve più succedere. Il mondo è maschilista. E certi esemplari andrebbero evirati con un tacco 12.”

Bussano alla porta.

“Elisa tutto bene? Sbrigati, il telefono continua a squillare e io sto andando via.” Simona è pronta per un nuovo shooting, ovvero una fuga anticipata.

Spalanco la porta e quasi la travolgo.

Signora Monaco, lei è riuscita a sorprendermi, per la sua sincerità e per la sua creatività. Deve essere un’ottima cuoca e una giornalista molto in gamba se è riuscita a creare un personaggio del genere. Mia moglie è follemente innamorata di Graham Watts. Il cuoco punk, lo chiama. Non mi crederà mai quando le dirò la verità. Tuttavia, stando così le cose, non possiamo del programma non se ne fa nulla. Volevamo lui. Mi spiace. In bocca al lupo.

Sono sola. Alzo lo stereo a palla. Chissà che il buon vecchio Dylan non sciolga i miei pensieri come burro e sciolga come acido muriatico ogni traccia residua di James Blunt. Mi tornano in mente le parole del mio saggio fidanzato a tempo indeterminato: “Te l’ho sempre detto che dovevamo mollare tutto e aprire un ristorante in terra straniera”. Forse siamo ancora in tempo.

Dieci minuti dopo sono di nuovo in bagno.

Mi guardo allo specchio.

Non mi riconosco. E il riflesso della solita, blaterante Stella Martini mi ruba la scena.

“Mia cara, ricorda che c’è una sola soluzione. Ti sembra che io sia contenta di passare il pomeriggio a scrivere un pezzo sull’uomo perfetto, il primo bacio e il ginocchio che si piega ad angolo retto? Fai qualcosa. Quel pallone gonfiato ha bisogno di una lezione.”
La ignoro, ma continua a urlare. La zittisco scagliandole addosso il portasapone.

Esco e chiudo a chiave la porta. Nessuno potrà più entrare in quel bagno.

Ho dato la vita a Graham Watts e Graham Watts ha distrutto la mia.

Torno alla scrivania con un sinistro senso di soddisfazione.

Sto per uccidere Graham Watts.

 

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1 commento

  1. ti leggo e mi leggo contemporaneamente.