Strofa I: di stelle e maiali

Gli oroscopi hanno sempre ragione. Che ci crediate o meno, le stelle non mentono mai.

Sagittario, previsioni per il 2009: “È finita la fatica. Il 2009 sarà l’anno della raccolta, la chiave di volta della vostra esistenza. Comincia una nuova era. Saturno lascia il vostro segno e starà lontano per 17 lunghi anni…”

La grande occasione per la sottoscritta, Elisa Monaco, trentacinquenne promessa dell’inchiesta sociale e vittima dell’onnipresente crisi economica, arriva in un assolato giorno di marzo, con il trionfale ingresso nella redazione di Flavour, ironico e frizzante femminile che promette di ridurre a fettine Vanity Fair. L’intenzione in sé vale un declassante stage di sei mesi, un trasferimento nella capitale della moda e serate trascorse a rassicurare un fidanzato a tempo indeterminato, giurando solennemente di non diventare mai l’ennesima Carrie Bradshaw all’amatriciana.

Il benvenuto è caloroso e l’atmosfera elettrizzante. “Siamo una piccola realtà, ma sappiamo trarre il meglio dalle nostre risorse limitate. Con noi ti troverai bene, anche se è uno stage. Ma tu sei una giornalista di esperienza, di sicuro rimarrai con noi” cinguetta allegramente il direttore responsabile, eterna adolescente alto-borghese, globetrotter per capriccio e giornalista per scelta altrui, mentre prova  Shangai Red n. 183 di Chanel sulle unghie fresche di manicure.

La mia prima riunione di redazione è una scarica di adrenalina. Si prepara il numero 8. Nessuna delle mie nuove colleghe mi guarda con sospetto. Aspettavo musi lunghi e frecciatine di puro odio, invece è tutto un fiorire di sorrisi. Gli oroscopi hanno sempre ragione.

“Pensavo a qualcosa sulla Russian Invasion nella cultura pop e nella moda…” esordisco.

Silenzio.

“Oppure alla prossima invasione di Twitter”.

Ancora silenzio. Cinque paia di occhi interrogativi mi fissano come se stessi proponendo di vendere zucchine su Marte.

“No, non so niente di queste cose” fa presente il direttore, impegnata ad accaparrarsi il profumo più costoso tra quelli selezionati per lo shooting del mese precedente. “Perché non mi fai il pezzo sui maiali?”

“???”

“Ma non li leggi i giornali? I maiali nani sono i nuovi chihuahua. Li puoi anche portare in borsetta. Tutte le celebrità ne avranno uno. Il primo a fare tendenza è stato George Clooney. Lui ha il maiale in casa”

“In verità il maiale di Clooney non era proprio nano. E poi è morto” azzardo.

“Vabbè, chissenefrega, trovami un paio di vip con maiale da borsetta, ma che siano giovani, belle e fotogeniche. Per le foto niente agenzie, costano troppo. Scegli con le altre quali rubriche firmare, e…  trovati un paio di pseudonimi, così sembra che abbiamo più collaboratori”.

“Agli ordini” sorrido tra il divertito e il perplesso. E penso a come un maialino potrebbe ridurre una borsa griffata mentre faccio ricerche su un computer coevo del Commodore 64. Almeno non sono a contatto con disperati, truffati, reietti…

“Elisa, ho bisogno di parlarti”

Entra in scena il capo del personale. Trent’anni, tante ossa e una cascata di logo da cui fanno capolino pezzi di tessuto. Le sorridenti colleghe mi guardano con aria compiaciuta e compassionevole.

“So che hai già molti pezzi da scrivere, ma vorrei fosse chiaro che non bisogna mai trascurare dei compiti fondamentali: rispondere al telefono del centralino, memorizzare la lista di persone con cui non voglio parlare, rispedire i pacchi con gli abiti dei servizi moda, rimettere in ordine il desk dell’accoglienza…”

“Ma non c’è una segretaria?” chiedo impulsivamente

“Elisa, cominciamo male. La segretaria l’abbiamo licenziata perché c’è la crisi. Poi risponderete un po’ a turno voi della redazione. Cosa c’è di tanto difficile?”

Abbozzo e rimango in silenzio. I giorni seguenti le sorridenti colleghe mi guardano sempre più compiaciute. Il telefono comincia a squillare alle 9.00 e smette alle 18.00. Nessuna di loro alza il ricevitore. E, alla fine della prima, settimana: telefonate risposte 247, articoli scritti 0.

Gli oroscopi hanno sempre ragione. Le stelle non mentono mai. È finita la fatica ma è cominciato l’inferno…