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There are ghosts #2
Di Sara D'Uva • 14 nov 2009 • 4 commenti
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ho colto il senso del sacro che trapassa e diviene legno, vernice, calce. ho colto il lento ma incessante andirivieni dell’ectoplasma che stanco di attendere il domani vaga tra una vecchia seggiola e la possibile combinazione di alcuni elementi (legno, vernice, calce). una combinatoria possibile ma non univoca. e se fosse quella accidentale unione di elementi ad intrappolarlo? se la calce fosse venuta prima della vernice? e se il legno fosse stato affogato dalla calce? l’ectoplasma sarebbe ancora intrappolato?
ho colto la sofferenza per un perverso accidente e il rammarico per cio’ che poteva essere ma che accidentalmente non e’ stato. un artefatto umano a volte puo’ essere un pertugio ma a volte una gabbia.
ho colto tutto questo…
“È un prodigio: l’attimo, in un lampo è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo.” (cit.)
è stupenda (sono uno di poche parole)
Grazie mille per le visioni, le citazioni
e le dedicate ed efficaci parole.