Ma poi si arriva malgrado i rimbalzi dell’aereo sulle lucette. L’amore altrui si scioglie in mille lingue pendolari e io mi sento un anziano con le mani dietro la schiena Pisa stazione di Pisa, quant’ha fatto la Fiorentina? Non lo so e tettù sai e se pole e nun se bole edd**bbescov0. I minuti nella terra del pane senza sale scorrono lenti come i battiti di un elefante elegante; ci si siede mentre si attende e con colui che mi battezzò Melesecche ragiono di rotondità delle parole, di consonanti, della parola rotolare, di lettere erre di lettere ci e di lettere u, sì ma il burro non fa paura?. E infatti è un’eccezione, non ha senso che una parola così sia così genuina.

C’è burro e c’è buio, c’è paura c’è bua che c’entra burro? Sì ma poi c’è burrone, e il bullone? Neanche il bullone fa paura? E perché le parole con la O son rotonde? E mamma, vogliamo parlare di mamma? Mamma è una parola dolce ma non è nata come un dolce, è nata perché il bambino non arrota la lingua e fa mmmmmm… mmm e ppppp… pppp. Sarebbe molto più difficile dire elle, no? Essì tettù cià ragione…

E poi via con l’omeopatia è lo stato è forse un vaccino?. Ci vuole certamente un male minore per un male maggiore e quindi lo stato è un vaccino, è come l’homeo patia e tettù cià ragione… e questa suina e l’informazione… non l’infornazione, l’informazione con due zeta ma non si scrive con due zeta, no ma chi è nato prima del Sessanta non rischia niente perché è adulto e vaccinato… grazie mi compiaccio, uno due tre quattro cinque bicchieri di Montepulciano d’Abruzzo toscano, ma Montepulciano non sta in tos’hana?

Le otto ore preposte dal ministero della salute si riducono a tre e tre quarti, ma ti bei con la cispa negli occhi e un fastidio senza camomilla. Vai in cucina e il gatto ha un nome da guerrigliero, ma immemore della sua marcia nel Chiapas dovrebbe chiamarsi silviopellico. Il gatto silviopellicopercomodità con balzo asiatico ed elicoidale contrario scappa mentre una foglia gialla si culla scendendo e zigzagando al suo fianco. Nulla si può contro la gravità è un gatto da salotto ma non lo potevi chiamare Leopardi che ci sta anche bene? Sì ma tettù non è maculato, Sì ma cosa guarda?

Forse immagina un mondo a sua misura dove le cose sono alte tutte un metro e mezzo di meno pieno di cuscini e di oggetti per terra su cui urinare sopra, dove non si deve temere gli assalti di topi fedifraghi e dove non ci sono gatti che gli somigliano, penserà dall’alto del suo comunissimo manto tigrato alternato con i colori della televisore guasta. 

E poi Calenzano. Fastidio non ne do mi infilo nel baretto ma qua si chiamano tutti il mulino i locali? Nel bar il mulino umanità varia ed eventuale; c’è Batistuta redivivo che parla dell’Afghanistan o almeno questo ho capito fantasticando sulle aspirazioni delle c, ma te e se pole e nun se pole che poi se pole eccome fare la guerra con la mafia he li talibani otettò he ti pensi hi ce li ha messi li talebani là? Li ameri’hani buhaioli ed***bescovo! E tettuchisei? Da dove vieni dal Belucistan? No col treno da Foggia… che ce l’hai na pizzetta si ciò questa. Quant’è due euro? Ma con questa ci fate la messa la domenica noi nun andiamo a messa siamo tutti buhaioli! Mitico, quant’ha fatto la Fiorentina ammazzaezozzeria sta pizza.

E caspita ora sì mi riconosco fra cinque minuti scatta il cecchino su corri e la carta d’imbarco aspè vieni con me. Emmò? Ma ti ricordi Mariù quanto era bello appisa mentre facevo l’originalissima foto che reggevo la torre non Matteo La Torre quell’altro, e ti ricordi Mariù il giapponese dalle piume di cristallo che sascimava? E il bambino evidenziatore che faceva lo scorry bande te lo ricordi Mariù?

Io non mi chiamo Mariù.