L’uomo che sussurrava ai kebab parte prima

L’estate sorrideva, le donne in sala travaglio urlavano quando un ominide dalla testa tonda nacque nello stesso giorno e nella stessa città di Renzo Arbore. Era l’aprémidì e lo Scorpione compariva con i suoi influssi per garantire a questo bambino ventinove anni di clamorosa follia autoconsapevole.
Questo bambino nacque doppiamente acquoso e astrologicamente schizofrenico suddiviso tra un crostaceo terrestre e un crostaceo acquatico che del primo fa meno impressione non foss’altro che per il nome.

La vita trascorre da un asilo all’altro: il bambino si disadatta e butta per terra Carletto tra chiodi di plastica e finte officine. Ci prova la Montessori, ma lui lava i piatti colle bambine e il padre si pone domande. Impara a leggere precocemente sostenuto dal nonno con lettere magnetiche; a scuola la maestra Enza lo caccia fuori perché legge prima degli altri ciucciabestiachesseitù. Intanto Vanessa gli mostra l’oggettomisterioso in attesa che lui faccia lo stesso nella bucolicità dell’Istituto Zooprofilattico di Foggia ma lui, applicando una tecnica che gli sarebbe stata molto utile negli anni a venire, si bea di quella visione infantile nuda e senza peli senza mostrare in contraccambio il suo giovanile strumento.
Un dobermann di nome Klaus lo difende dalle braccia di sua mamma e lo segue in preda agli odori che come il bambino cinese emette soddisfatto; il cane litiga per tutta una cancellata con il pastore abbruzzese di nome Olis e arrivato alla fine torna indietro perché non si può avere sempre ragione. Lui intanto fa pipì dal balcone e ruba palle da tennis. Tra Klaus e Olis forse ci sono dei saluti nazisti e in fondo Mussolini scappò in Abruzzo e Mussolini era alleato di Hitler tedesco come il dobermann; queste cose come la carne pallida e flaccida di Hitler cominciano ad apparire sui Sussy diari man mano che gli anni passano attraverso la sua giovine vita di ragazzino colle Lotto che viene sfottuto perché le Lotto non sono fighe quanto le Nike.
Si iscrive al liceo scientifico e si disadatta subito al nuovo ambiente: “Cava pvofessovessa mio fvatello la vicovda con tanto affetto e mio padve dice che le sue uvine sono tvaspaventi come l’acqua Lilia”. Lui non testa la sua eter’o sessualità ma testa la sua testa; indossa camicie a quadroni si disadatta si sfiga incontra l’amico condor di Robin Hood e dopo anni penta si iscrive all’univevsità.

 

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1 commento

  1. Mi piace! Mi ricorda in qualche modo lo stile di Benni (quindi è un complimento eh :D )