Tempo addietro, all’ennesimo tickettaggio biglietti e controllo identity cards, lei fra tutte nel suo completo di unico taglio e colore — blu avion tendente all’oltremare — gli aveva rivolto un sorriso caustico alla soda da hostess seriale. E lui aveva avvertito un crepitio. Come quando ti svegli in piena notte a causa di una sorta d’insensibilità ad un arto dovuta a cattiva postura e non appena cominci a muoverti avverti un formicolio dapprima leggero e poi un crescendo sempre più fastidioso.

Ecco, lui si era sentito così in quell’istante vissuto al ralenti. Si era versato anche del caffè addosso alla camicia un po’ sbilenca, bianca tendente al bianco e basta. E ora non sapeva come rintracciarla.

Gli avevano spifferato soltanto che stuarteggiasse con un tipo, ma niente di serio avevano ribattuto. E che lavorasse per una compagnia di linea orientale, di quelle importanti. E che raramente facesse scalo lì. Difatti lui l’aveva intravista solo due misere volte assieme alle sue amiche di volo anche loro versate fino all’ultima goccia nelle loro divise attillate che tutte assieme parevano collegiali da acchiappo.

Ma il suo viso, i suoi capelli raccolti in quell’immobile — alla faccia delle turbolenze — chignon da hostess… Doveva scovarla! E fu in una di quelle notti insonni passate sulla rete, che aveva beccato un sito, un blog di viaggi dove qualcuno aveva postato un link che rimandava a un certo “Flight memory” (“Memoria del volo” per i non anglofoni, N.d.R.). Sito che permetteva, nientepopòdimenoché, di tenere un archivio continuamente aggiornato di tutti i voli effettuati nella propria vita. Una specie di diario telematico dove tenere appuntato ogni viaggio.

Ovviamente di suo non aveva da appuntare un bel niente, ma fra le varie opzioni il sito offriva una serie di servizi accessori abbastanza simpatici come il poster o la maglietta con la mappa dei voli effettuati, ordinabili mediante paypal, e altre cose più tecniche quali la descrizione del tipo di velivolo, il posto a sedere, la compagnia, il motivo del viaggio (c’era addirittura una sottocategoria virtual/simulator), la classe, il nome dell’aereo o le identità dei propri compagni di volo e i membri dell’equipaggio… Quell’ultima parola gli era balenata agli occhi… l’avrebbe finalmente trovata e messa all’angolo! Bastava che al prossimo incontro da addetto al check-in quale era, si fosse segnato i dati personali di un qualsiasi passeggero, l’avrebbe inserito nel database del sito et voilà… avrebbe ottenuto tutte le sue destinazioni, anche future!

E lui che aveva tanto denigrato la rete considerandola un luogo per nerd sfigati.