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Con la testa fra le nuvole – parte quarta

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Dopo aver rotto il ghiaccio grazie alla prima cenetta in business, l’avrebbe portata a veder le stelle da un oblò e forse avrebbe potuto anche sfiorarle la mano. E quando il desiderio si fosse fatto irrefrenabile c’era sempre la toilette, che come aveva appreso in un sondaggio di un magazine femminile era fra i primi posti nelle fantasie erotiche delle donne emancipate.

Seguì il piano alla lettera e cominciò a imbarcarsi sui primi voli, ma vinto com’era dalla sua timidezza, continuò a prenderli per mesi senza mai trovare il coraggio di dichiararsi. Si beava del semplice tè che lei gli porgeva con grazia al passaggio del carrello bevande. Ma un giorno nato storto, un’altra assistente glielo servì. Rimase di stucco: dove poteva essere? Lui si era fidato del sito, tanto da avere prenotazioni per i prossimi due anni. Aveva anche imparato a distinguere un boeing da un concorde o da un airbus…

Tentando di mantenere la calma si rivolse a quell’assistente di volo per cercare di capire il perché di quell’assenza e quella con un risolino gli confidò senza molto garbo che la collega si era sposata in quattro e quattr’otto con un comandante di un’altra linea, e nessuno ci avrebbe mai creduto, si erano conosciuti grazie ad un nuovo sito che offriva dei servizi particolari, una sorta di planning dei voli della propria esistenza e per conoscersi s’erano dati appuntamento su uno dei tanti. “Bizzarra la vita no? Come avere la testa fra le nuvole!” gli disse convinta di aver fatto una battuta brillante, mentre gli versava il solito tè al limone… “Signore, signore, ma cos’ha? Si svegli! C’è un medico fra i passeggeri?!”

 

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1 commento

  1. Michelangelo

    Poverino lui….ha speso pure un sacco!!!due anni per la compagnia dove lavorava lei.Chissà lei come sarebbe stata contenta in quel oblò a guardare le stelle,peccato che è stato troppo con la testa tra le nuvole.Si sà che il fascino della divisa vince sempre,anche contro i sognatori come lui.
    Brava Mari