Tecniche stereofoniche 2

- 13 Ottobre 2009

Sand

Avevo esattamente venti minuti ed è andata esattamente così: ho posato la borsa con la massima delicatezza possibile, mettendola con precisione ai piedi del letto e cercando di darle un’aria da “hey, no ascolta, io sono stata messa qua in maniera casuale, quindi è inutile che guardi me”.

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Ho preso il telefono e ho chiamato per la n-esima volta il numero. Non mi ha risposto. “Il numero da lei chiamato ha smesso di riconoscerla”. Una volta il pavimento di questo posto doveva essere bellissimo e l’ho scoperto piangendoci sopra ma tutte le acque fredde dei bagni mi hanno sempre riportato velocemente dentro ai vestiti con la cravatta bene in vista.

[- 15]

Mi sono liberato di quel mezzo nodo che mi ostino a chiamare cravatta, della camicia, e ho sgombrato la strada al calore tra i miei nervi in superficie. Ho iniziato a montare ogni singolo pezzo a partire dal basso cercando di ricordarmi le risate dell’ultima volta che ho compiuto quei gesti. Ogni volta finisco di ricostruire pezzo per pezzo la parte della mia felicità che inizia con il sudore.

[- 11]

Sono stato fermo a entrare dentro i colori e dentro la forma, pensando e cercando una risposta agli eleganti e infiniti modi con cui la perfezione regala all’uomo questi attimi irripetibili nei quali affondare le mani in mezzo alle nuvole, in mezzo all’aria. Con cura ho trasformato il mio respiro in un notaio per i miei occhi e regalato alle scale che portano ai miei polmoni nuovi gradini.

[- 10]

C’è il tramonto, l’ultimo dell’estate e siamo rimasti solo noi al centro di questa stanza vuota.

[- 9]

Non sento più nemmeno il caldo, potrei stare delle ore così, fermo fermo.

[- 8]

I miei orologi hanno cessato di girare le loro braccia nello stesso istante.

[- 7]

Ho riaperto lentamente gli occhi lasciando che la luce filtrasse attraverso le mie ciglia accartocciate.

[- 6]

Sono riuscito a sentire per la prima volta il rumore del mare senza vederlo dal secondo piano.

[- 5]

Le mie parole hanno cessato di funzionare, di avere significato, di avere suoni, di avere bocca.

[- 4]

Di tutte e due le braccia solo le punte delle dieci dita rispondono alle mie nuove domande.

[- 3]

Di tutto il corpo solo la punta delle mie labbra forgiano domande alle mie nuove risposte.

[- 2]

Mi sono messo a contare gli ultimi suoni rimasti nell’aria e incollati alle pareti.

[- 1]

Il mio cuore ha iniziato a battere, a scalciare, a stringersi, a comprimersi, a espandersi. A vivere.

 

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