Puglia, America #4

- 29 Ottobre 2009

160. vita di un manichino

la sento, sento questa febbre febile e calda che mi fa doppio a me stesso. mi obbliga al movimento, sia pure nella ristrettezza di un corpo che è una gabbia. e per questo mi appartiene. è qui che voglio stare. tra gabbie.

la prima gabbia è il mio corpo. immoto eppure via, senza pace, assente. la seconda gabbia è questa stanza. sì, è qui che voglio stare. la terza gabbia è questa casa, che si dà pena di essere carcere solo quando ricorda la peculiarità d’ogni prigione: la contiguità tra celle. un carcere è tale perché c’è una porta che si chiude e non si riapre quando attraversi una stanza, e accanto a quella stanza ce n’è un’altra che è ancora gabbia.

la quarta gabbia è la strada, e le carceri che puoi visitare percorrendola, dall’esterno, sì, un punto di vista sull’altrui solitudine, ma anche dall’interno di una gabbia che ha un cielo.

la quinta gabbia è questa città, che è a un tempo un freno e una riproduzione in scala dell’idea di libertà che avevo in testa prima che mi ammalassi: l’attimo che passa, se c’è, tra pensiero ed espressione.

la sesta gabbia è una nazione. la settima un continente. l’ottava è un’invenzione.

 

2 commenti su “Puglia, America #4

  1. 1

    mi mancherà questo appuntamento settimanale…e questa musica è perfettamente nostalgica :)

  2. 2

    La spiaggia della mia adolescenza… grazie Marco. Puglia, America è un progetto davvero bello!