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aprile

di



– pioggia d’aprile bagna le impronte
– mi puoi capire ma non lo fai
– quello che provo per te è contenibile in una bottiglia di vetro che va solo gettata nel mare più profondo al mondo
– non oscuro mai le lacrime
– non srotolo mai le giornate
– non respiro mai le nottate
– hai fatto rimuovere natale e ora devo boicottare pasqua
– hai dimenticato apposta i regali che ti ho fatto tranne le camicie di comme des garçon perché tutto si può dire di te tranne che tu sia scemo
– ora posso svenire al centro del letto
– così posso non mangiare più per giorni interi
– appanno gli occhi e ripenso ad ogni singolo frame ipotetico di un finale preannunciato ma che ora come ora non conosco né riconosco
– incontro nuove giocatrici e perdo quelle fallate
– scopro grandi inganni che nemmeno i personaggi secondari di wisteria lane
– il mio processo creativo è totalmente rivisitato
– ho la vagina orizzontale
– esco di lutto appropriata con cognizione di causa
– frequento più ospedali che luoghi immortali e più medici che persone senza camici
– i miei capelli ora sono colore del grano, quel grano di cui abbiamo riletto insieme dopo san valentino, in pigiama, nella versione italiana e in quella francese
– ogni stop è solo un altro start
– la vita non si ferma
– the future
– farò pubblicare ricerche quantitative sulle tue fughe dal talamo
– sponsorizzerò indagini qualitative sui tuoi brogli sentimentali

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1 commento

  1. – ho pessimi riflessi
    – le lenti dei miei occhiali non saranno mai pulite
    – ci che vedo è inevitabilmente filtrato da una texture sfumata
    – la meccanica non mi interessa
    – questi tasti non sanno dirmi cosa scrivere
    – what is not but could have been
    – la somma di quantità uguali dà risultati differenti
    – tutte le cose che non sono nere, non sono corvi
    – il movimento non è altro che illusione
    – so che fuori piove, ma non ci credo