uno. sempre la veneziana accostata. così bagliore blu di neon entra e zebra l’aria con pulviscolo.
due. fumo la sigaretta per incorniciare il momento. disteso sulla branda in canottiera per definire il momento. vorrei un po’ di afa da vietnam, ma il nord est d’italia a settembre ha già cominciato a rinfrescare.
tre. pronto il bagaglio sulla sedia a dondolo. il vimini almeno ricorda il vietnam.
“non avete il diritto di giudicarmi. non esistono parole per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l’orrore. l’orrore ha un volto e bisogna essere amici dell’orrore.” aaahspiro una nuvola di fumo nebbioso. nebbia ci vuole a banchi delineati e arrotolati. un kurtz della bassa padana. ma no, frenare esaltazione. rimanere nella penombra per ritornare nel mio personaggio del momento. un io che pensa di essere un kurtz che non deve sconfinare dall’io di questo quadro scenografico alla kurtz.
inclino il viso verso i listelli di luce. se mi facessero una foto ora, prima del culmine della battaglia, con il viso fustellato dai riflessi blu del bar sotto. se mi facessero una foto. fermerebbe il momento. l’istantanea del tragico vendicatore in procinto di vendetta, nell’afa autunnale della provincia a capannoni, colto nell’atto di attendere il momento migliore per l’omicidio di chi ci ha abbandonati, di chi si rimangia ogni volta tutte le parole vomitate quando era facile dire: fate l’amore, non fate la guerra, fate l’amore e fate rumore.
you’ll better start swimming or you’ll sink like a stone.

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