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Tautologia della fame

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sembra che non sappia che farmene di questa testa ora.

Comincia con un pensiero. Poi il pensiero sparisce e ci sono solo le mani che partono come tentacoli verso il frigo
le parole scorrono come l’acqua sulla pietra

Prendi un panetto di burro e lo scarti, lo strofini come fosse uno spicchio d’aglio su una fetta di pane
e i miei giorni si sono spostati dalle retrovie alla prima linea

metti in bocca la fetta di pane imburrato per metà mentre riempi una pentola d’acqua a metà, con l’acqua calda
if I die in the combat zone, box me up and ship me home

il resto della pentola lo riempi con l’acqua che hai messo a bollire nel bollitore elettrico, non puoi aspettare, vai di fretta,
la redenzione, quella vera, quella ti aspetti, non arriva mai.
Altrimenti torna il pensiero. E se torna il pensiero sei f-o-t-t-u-t-a

anche quella non fa parte della realtà

mentre aspetti bollire l’acqua ti guardi intorno e apri le ante dell’armadietto della cucina come una ladra
la redenzione è solo un altro termine per dire bianco
il pacco di cereali, tiri fuori la busta e li rovesci in una ciotola da insalata
sono nelle mille sfumature del grigio basalto ora

con una mano prendi il latte dal frigo e con l’altra ricopri di una pioggia di zucchero bianco i cereali
sono nelle mie mani non curate

affondi il cucchiaio nell’insalatiera e tiri su vangate di zuppa di latte e cornflakes

-vangate-
sono nel vaffanculo più totale che tengo stretto in gola

ingoiare. Non c’è spazio né tempo per la masticazione. Ingoiare. Riempi, affonda, tira su, infila, ingoia.

Questa è pura pornografia. Stai facendo un pompino al cucchiaio non stai mangiando neanche per idea.

Mangiare è un’azione che si compie in direzione univoca. Il cibo entra dalla bocca e diventa parte del tuo corpo, delle unghie, dei capelli, delle ossa, delle feci.

Qui il cibo entra, esce, entra, esce, dentro, fuori.

La pasta la scoli e la getti nella stessa insalatiera dove fino a un minuto fa c’era il latte e cereali.

L’hai sciacquata, comunque. Ma avresti potuto non farlo.

Ci sbatti sopra il panetto di burro. Mescoli, e ricominci a ingoiare.

a napoli la pasqua si vede nelle pastiere che riempiono le strade di fiori d’arancio e nei casatielli che si buttano fuori dalle vetrine
nei mazzetti di fresie con i pulcini sintetici giallo evidenziatore attaccati agli steli
con le madonne senza cappotto e coi capelli flosci che ti vendono le sigarette da vent’anni con la stessa faccia appesa alla fronte.

Come per magia il tuo addome incavato tra le costole diventa una palla gonfia che tira da tutte le parti. Fai fatica a stare in piedi, fai fatica a respirare, c’è ancora del cibo che non ha attraversato il cardias. Cardias costantemente beante. Resta lì. In attesa.
non c’è redenzione
chi cazzo ha mai parlato di redenzione
la guarigione è un concetto mistico
la remissione mi fa venire il vomito

alzi la tavoletta, stendi un tappetino ai piedi di sua maestà la tazza del cesso, ti tiri dietro i capelli, non hai bisogno di infilarti neanche un dito in gola, stai così, in piedi, piegata in avanti, contrai l’addome dentro, spingi su, ecco. L’orgasmo.

L’arrivo della primavera tutto sommato fa veramente pena

 

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4 commenti

  1. Molto molto efficace. Mani come tentacoli.

  2. grazie!
    ***

  3. ogni tanto mi domando se ha senso che perda gran parte del mio tempo su internet.
    Poi leggo cose così e non me lo domando più.
    Meno male perdo tempo su internet.
    Questa è una perla. Grazie.

  4. Azzurra

    sospiro