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Surripedia: gente che non sa come dirlo, ma trova le parole

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Siccome questa manica di cazzari non sa fare altro che smontare il lessico, non sono stati in grado di produrre un testo coerente per presentarsi ai lettori di SettePerUno, hanno cincischiato fino all’ultimo e questo che segue è il risultato che abbiamo ricevuto, da uno dei sodali, che vuol pure restare anonimo adducendo ragioni di collegialità. Perdonateli, se potete.

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Ero li assorto a fumare una sigaretta quando da un sito, SettePerUno, mi arriva una proposta interessante: creare una storiella per una loro uscita: non ho ben chiara la cosa: un monologo? un ritratto? vogliono sapere chi siamo o cosa facciamo?

L’autopromozione è qualcosa di distante da noi, un aspetto spesso trascurato, sono perplesso.

Contatto i miei sodali cialtroni per riferire il ventilato progetto. L’idea riceve il plauso di quasi tutti. Però il margine di tempo è stretto, non c’è uno spiraglio, non un barlume. Uno proprio oggi va a prenotare un visita all’ospedale. L’altro giustifica l’assenza con una storia di vigile urbano, sindaco, problemi a parcheggiare ed un alterco con un tassista alcolista sulla strada consolare. Il terzo chiede perdono: “sai, non è il momento”. Insomma, mi trovo solo; non uno che mi dia manforte.

Da solo non ce la faccio. La gente lo sa, io qui dentro faccio il manovale, non è un segreto: non posto a raffica, non sono il più loquace né il più gioviale; non ho carisma e sono poco faceto; non ho mai scritto un lemma stupendo, e il mio taccuino è il meno voluminoso.

Be’! Mi hanno abbandonato nel bisogno, sento addosso un macigno. Nessun rimpianto, nessuna vergogna; sono il più maldestro ma, se tocca a me non ho scampo, farò la mia migliore battuta, il mio riscatto: mando loro queste cagate, che m’importa di fare cilecca?

 

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1 commento

  1. La redazione ringrazia il team di Surripedia per la tempestività con cui ha prodotto questo ottimo brano, nonostante il breve preavviso.