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Fuori la guerra era sempre la stessa

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Era come un sacchetto gonfio davanti ai suoi occhi. Poggiato lo sguardo sulla verticale eretta del suo cazzo sulla sua faccia la signorina Milkybar pronunciò le parole scandendole al suono dell’aria spostata dai suoi lombi su e giù.

“Sono la tua fluffer, beibi. La tua fragolina sul frappè da 5 dollari” Lovelyboy se ne stava assorto ad occhi chiusi labbra schiuse a carezzarle le grandi labbra con la punta del dito. Le infilava ogni tanto un dito fin su a farla trasalire. Lei tremava, sudava, ansimava. Emetteva gridolini gutturali che mai avrebbe pensato di poter riprodurre e intanto si infilava il suo pene in bocca fin dove poteva soffocando d’amore per lui in quel corpo magro che le si spalmava addosso continuandola nei pieni e nei vuoti. Erano seppelliti sotto starti si umori acri e scosse impreviste. Risate appena accennate e guance arrossate. Lui la percorreva con le mani tenendola, graffiandole le natiche e afferrandole i seni, lei lo stringeva tra le cosce incrociando le caviglie attorno alla sua schiena e tenendogli una mano dietro la nuca quasi per paura di poter cadere via da quell’abbraccio. Era uno di quei primi pomeriggi d’estate, nell’afa delle tre meno un quarto, quando la città grassa dorme e i gatti si spanciano al sole.

Fuori la guerra era sempre la stessa. I fuochi attorno risuonavano conflagrandosi in pezzi del loro orgasmo. Un carro armato aveva appena buttato giù una rete e le pareti di casa avevano preso a gracchiare. Lui divenne più rapido nei movimenti, le prese di scatto le mani e se le premette sulle orecchie . Lei curvò le labbra in una smorfia mentre si girava di fianco porgendole l’arco profondo della sua schiena. Le mitragliatrici in lontananza si accesero come tante falene contro un vetro. La granata cadde proprio nel momento in cui lui venne violentemente dentro di lei. Si trattò di un attimo infinito. Quando la polvere si fu diradata lei si accorse di avere le braccia imprigionate sotto l’armadio che nell’esplosione era caduto rovesciandosi sul letto, e mentre se ne stava così tutta protesa verso le ante distrutte, alle sue spalle lui era scomparso sotto il peso di una trave del soffitto restando ancora dentro di lei.

 

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2 commenti

  1. sei sempre splendida..

    la mia C*!!

    luv.

  2. (grazie cuore)
    ***