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Cose da vedere senza i tuoi figli (parte quarta)

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Non sono quella che si dice una buona osservatrice.
Dimentico spesso sia i nomi sia le facce, azzero istantaneamente la memoria davanti alla frase “il mio lavoro consiste in” e mi sono ripresentata a persone che avevo già conosciuto tante di quelle volte che non è divertente. Il che potrebbe spiegare perché invento le cose.
Ogni tanto, però, qualcosa rimane.
Di solito dettagli senza un peso specifico.

Cinque anni fa, sera, settembre. Sono seduta fuori da un ristorante a Venezia insieme a un gruppo di persone assemblate in modo più o meno casuale.
Tra cui lei.
Ha la pelle molto chiara, i capelli legati in due trecce, porta una gonna al ginocchio e una giacchetta marrone. È qui per lavorare. È l’assistente di un fotografo, ma è la prima volta che lavorano insieme. Parla senza nessun accento. Parla anche un ottimo inglese. Non è scortese con nessuno, ma ha un’aria svagata, assente.
Ho un vestito da sera e sto bevendo. Cerco di non guardarla troppo fisso, o troppo a lungo.
Provo il desiderio feroce di farle buona impressione. Di essere notata da lei.
Il giorno dopo parlo di lei a un’altra persona, una persona che è stata seduta allo stesso tavolo, che l’ha vista. Quella persona dice che quella ragazza forse era disturbata ma più probabilmente no, che ha fatto lo stesso effetto un po’ a tutti quanti, e che comunque c’era qualcosa di strano.
La fascinazione che ho provato per lei supera senza alcuna fatica il livello di – intensità raggiunto dalla quasi totalità delle persone con cui ho avuto a che fare su una base più intima.

Non l’ho mai più rivista. Non saprei da dove iniziare a cercarla (ho ovviamente dimenticato qualsiasi cosa riguardo al fotografo e solo con uno sforzo di memoria sovrumano ho ricostruito cosa ci stavo facendo io in quel posto quella determinata sera).
Ho speso gli ultimi tre anni a cercare di dimostrare che sono una ragazza responsabile, che so tenermi un lavoro e una camera da letto, e in linea di massima mi tengo fuori dai guai.
Ho speso l’ultimo anno e mezzo a scrivere un libro.
Di conseguenza, mentre le persone attorno a me si univano e moltiplicavano, mettevano su casa insieme e se ne andavano da quella casa, perdevano e trovavano il senso del proprio stare al mondo in un’altra persona, io ho guardato tutto quanto dagli spalti.
Ma ho avuto una narratrice, e un’immagine molto nitida in testa, e ogni volta che ne ho avuto bisogno sono tornata da lei. E non ho dovuto chiedere il permesso a nessuno.

 

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11 commenti

  1. scusate sarò fiscale ma ma non vedo il nesso di tutto ciò con
    – racconta cosa vedi
    – cose da vedere senza i tuoi figli

    ma non bastava dirlo subito alla prima puntata che era tutto uno spot per un libro?

  2. Caro Luigi, non riesco a capire le tue perplessità.

    Se leggi i nostri propositi nella pagina che presenta il progetto, troverai scritto:

    “contenitore di storie che raccontano il contemporaneo” per quanto riguarda la tua prima obiezione,
    “nasce per scoprire e diffondere punti di vista originali” per quanto riguarda la seconda.

    Ti ricordo per altro che tutto il progetto si sviluppa in modo assolutamente gratuito, nessuno ci paga per essere pubblicato. Promuoviamo tutto quello che ci piace e che secondo noi merita di stare su SettePerUno. Accettiamo ad ogni modo che tu possa gradire o meno questa serie.

  3. Cari amici di Setteperuno,
    io vi seguo da sempre e questo sito mi piace moltissimo perché contiene, ha contenuto e sono certo che conterrà cose davvero interessanti, e sicuramente avete ragione voi e credo assolutamente nella vostra buona fede, però leggendo questo pezzo stamattina sono rimasto un po’ preplesso e una domanda mi è sorta spontanea:

    ma perché per trovare il culo di Sam Rockwell, le zozzerie di Fandom Secrets su LiveJournal, la faccia di Jerry Stahl, il blog dei 400 calci, la filmografia di Gregory Dark e le prove sulla presunta omosessualità dei Boondock Saints ho dovuto faticosamente e autonomamente cercare su Google

    e invece per questo libro fresco fresco di stampa (e tra l’altro già segnalato nella bio dell’autrice) ottengo un comodissimo direttissimo link?

    Tutto qui. Scusatemi, sbaglierò io, ma l’ho trovato come minimo una caduta di stile.
    Forse non vostra, per carità.

    Con affetto immutato,
    Luigi

  4. Ciao Luigi,
    prima di tutto grazie per l’interesse mostrato finora verso il nostro progetto, è ovviamente molto gradito.

    Quello che dici potrebbe avere un senso, ma come hai già accennato tu e come ho spiegato sopra, non c’è nessun tipo di interesse diverso da quello divulgativo.

    La discriminazione rispetto alle cose che hai menzionato è semplicemente relativa al fatto che dopo tutto il nostro scopo è “promuovere” nel senso di far conoscere i nostri autori a chi ancora non li conosce, da cui il link, non pensavamo in tutta onestà fosse una cosa così deprecabile.

    Valuteremo ad ogni modo meglio in futuro, visto che ci segui da sempre saprai che siamo appena nati e che cerchiamo sempre di migliorare.

    A presto ;)

  5. Concordo pienamente con Luigi.

    Leggere un racconto, così come interagire con una qualsiasi forma di creazione artistica, significa prima di tutto entrare in una dimensione “altra”. Inserirvi un link vuol dire distruggere inesorabilmente questo delicato meccanismo, a meno che non si tratti di una precisa scelta stilistica, e non mi pare sia questo il caso. Se poi l’unica finalità di tale link è pubblicizzare un imminente uscita editoriale dell’autore stesso, allora la cosa diventa francamente imbarazzante.

    E a pensarci bene, la frase “Ho speso l’ultimo anno e mezzo a scrivere un libro” è già di per sé illuminante in tal senso.

    Cordiali saluti

    Andrea

  6. Ciao Andrea
    hai detto meglio di me quello che volevo dire io.
    Io il libro non l’avrei comunque comprato (proprio in virtù di Setteperuno, e della possibilità che mi ha dato di capire che il modo in cui scrive l’autrice è sì di buona qualità ma assai lontano dalle mie corde e dai miei gusti personali), però la presenza di quel link non mi invoglia ad approfondire o a ripensarci.

    Poi per carità non facciamone un caso nazionale: è solo un link, è solo un libro.
    Al mondo ci sono miliardi di link e di libri. A ognuno il suo.

  7. Ho letto adesso i vostri commenti e ho chiesto alla redazione di togliere il link dello scandalo.

    Ciò detto, se non sono stati inseriti link nei post precedenti è stato per una semplice mancanza di coordinamento tra di noi, e non per un grande disegno oscuro.

  8. Su esplicita richiesta di Violetta (come da sopra) abbiamo tolto il link incriminato, sebbene non ne vedevamo la necessità.

    Questo è davvero il sito più democratico del mondo :D

  9. A me pare che questo sia un chiaro elemento paratestuale in cui l’Autrice Reale fornisce suggerimenti su come il Lettore Modello è chiamato a porsi nei confronti dell’Autore Modello.
    A futura memoria critica.
    Cacciate via, ve’.

    (Si scherza, eh :D)

  10. Anonimo passante con gonna al ginocchio

    Sarà che è capitato anche a me. Non a Venezia. Non aveva le trecce. Non era fisica. Tuttavia.
    ”La fascinazione che ho provato per lei supera senza alcuna fatica il livello di – intensità raggiunto dalla quasi totalità delle persone con cui ho avuto a che fare su una base più intima”.
    Eh sì.
    (grazie).

  11. io non commento, ma leggo.
    cmq nn ce la faccio, mi sa vi leggerò na volta al mese :D
    devo leggere tutto d’un fiato io! :D
    sapere subito come va afinire il tutto