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Vita Tiburtina – Ultimo Episodio

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1X04: Questa vita è un girotondo che abbraccia tutto il mondo lo so

vita-tiburtinaPreviously ooon Vita Tiburtina: “Piacere, sono il marescial Cannavacciuolo”/ “Ohnnoh, Renata! Antimo! Come avete potuto tradire così il povero Piotr!”/ Piotr: “Sento le voci nel mio cervello”/

“Abbi cura di te”.

Ho abbracciato mia madre. Non mi era mai parsa così minuta. Ho sorriso, ho asciugato con l’indice la lacrima che le solcava il viso.

Mamma.

Con un piede mio padre stava tenendo aperto l’ascensore: Ma è mai possibile che dobbiate fare ogni volta così? Tieffé, dai che l’aereo parte.

Mia madre era sull’uscio. Braccia conserte e pugni chiusi. Ho guardato mio fratello ormai pieno di brufoli. Ho detto Ci vediamo presto, ciao.

La porta dell’ascensore si è chiusa piano piano.

Non sapevo ancora che non li avrei rivisti mai più.

*Watching the world so small below*

– Scusa, Piotr, in che senso tu senti le voci?

Piotr ha continuato a guardare di fronte a sè. Ha detto

– Tieffemme, tu lo sai perché siamo a questo mondo?

– …

– Perché viviamo? Perché, eh me lo dici?

Ho guardato l’orologio. Era ormai l’una di notte.

– Piotr, amico, ma proprio adesso ti vengono queste fisime del cazzoh? Dai, andiamo a letto, adesso. È stata una giornata pesantiss- E la macchina, e i ladri, e i carabin- e ora anche tu!

Sono andato verso la mia stanza, intanto sperando di averlo convinto.

Piotr era seduto per terra. Mi ha sbarrato la strada allungando le gambe. Ha detto No, resta qui, qui con me.

Non ricordo se al termine di quella frase ci fosse un punto interrogativo, o dei puntini sospensivi.

Ricordo solo che lì, proprio lì, ho capito che non avevo altra scelta.

Mi sono seduto anche io sul pavimento. Piotr, il mio amico. Ho pensato a quello che era stato, a quello che poteva essere. Ho pensato che era tutto finito. Dovevo solo uscirne. Al resto ci avrei pensato, poi. Un brivido, un respiro.

– Piotr…

– La gente mi odia. Lo sai che mi odiano tutti? Mi parlano dietro. “Ehi guarda scemo di Piotr”, “Buono per nulla che pensa di essere grande artista” e invece eccomi qui, in quartiere di merd-

– …

– Ma che cazzo racconto a te che tutto ti va bene e tuo padre ogni mese  manda a te l’olio nelle bottigl- Dov’era mio padre quando avevo bisogno di lui, quando ero piccolo e pisciavo addosso e tutti mi ridevano, quando oggi cammino nella strada e tutti mi parlano dietr

– ?

– Ahah, pensi che sono pazzo, vero? No, io non pazzo. Io lucido. Loro. Mi odiano. Il mondo mi odia. Renata mi ha sempre odiato. Anche tu, Tieffemme, mi odii.

– Piotr, ma che dici, io non ti od-

– Ah no? E allora perché non mi hai detto la verità di Renata e Antimo?

– …

– So tutto, Tieffemme. So che sapevi. Come hai potuto?

– Ma che dovevo fare, Piotr? Mettiti nei miei pann-

Piotr ha chiuso gli occhi. Sembrava avesse smesso di respirare. Sembrava che il mondo si fosse fermato.

Poi, un singhiozzo.

Ecco. Se dovessi isolare un momento, credo che quel singhiozzo, da quel singhiozzo nulla fu più come prima. Come uno sparo nella notte. Un singhiozz-

Piotr ha cominciato a piangere. Più e sempre più. Ha detto

– Tutti mi hanno tradito. Mi avete tradito. Tu mi hai tradito.

Si è voltato verso di me, ha detto

– Non dovevi farlo. E adess-

*Le stelle suonavano forte, come tanti sonagli*

Alla fine ho firmato la denuncia. Il marescial Cannavacciuolo mi è venuto incontro. Mi ha porto la mano. Era molla. Ha detto Signor TuttoFaMedia, vedrà, è la cosa migliore per tutti. Ha detto Arrivederci. Io ho detto Spero proprio di no. E sono uscito. Finalmente e meno male.

Fuori era buio. Aveva smesso di piovere. Un tipo stava chiudendo il cancello della metropolitana. Ho alzato il bavero della giacca. In lontananza il chiarore di un’insegna in malora: K*bab. Ho pensato che ero digiuno da un sacco. Mi sono incamminato verso casa.

La Vita Tiburtina non mi era parsa mai così estranea.

*Di tutte le lacrime che hai quante ne piangerai*

Mi sono alzato in piedi, nei suoi occhi non c’era più nulla. La porta dell’ingresso, la porta dell’ingresso. A pochi metri. Lui era davanti a me. Ho fatto qualche passo all’indietro. Ci siamo guardati negli occhi. Perché, Piotr, perché l’hai fatto?

Ora o mai più mi sono messo a correre per il corridoio Piotr mi ha inseguito ho raggiunto la porta ho messo la mano sulla maniglia l’ho aperta lui mi ha preso il braccio sinistro me l’ha stretto forte fortissimo ho mollato la maniglia
mi ha trascinato verso la cucina la porta di casa è rimasta aperta ho provato a dargli un pugno ho provato a dargli un calcio

ma lui era forte era più forte di me mi ha preso anche l’altro braccio mi ha stretto i polsi ho provato con tutta la forza che avevo mi sono ricordato che potevo urlare ho urlato a quel punto Piotr ha detto Ma che cazzo fai! ha stretto il pugno ha preso la rincorsa nell’aria ha tirato con la forza sovrumana mi ha colpito sono finito a terra, stordit-

È andato in cucina è tornato nell’ingresso aveva un coltello in mano.

Io ero ancora a terra mi ha fissato ha ripetuto Perché non mi hai detto niente?

Mi sono toccato il labbro perdevo sangue un sacco di sangue il sangue flash la macchina flash il sangue flash la macchina flash il sangue ho capito ho preso un respiro ho detto Non se lo meritavano, no.

Mi sono alzato in piedi Piotr mi si è scagliato contro con il coltello in mano mi sono riparato una fitta alla spalla calore calore improvviso con l’altro braccio l’ho bloccato ho detto Mollalo mollalo lui non lo mollava ho fatto fondo a tutte le mie energie gli ho fatto lo sgambetto siamo caduti a terra lui ha perso il coltello il coltello devo prendere il coltello lui mi ha dato un pugno un altro pugno il coltello devo prendere il coltell-

Ero sudato. Sono andato verso la porta aperta. Aiuto. Aiuto. Il cuore mi batteva forte. La luce al neon del pianerottolo. Ho sentito il rumore del portone del palazzo che si chiudeva. Dei passi per le scale. Passi veloci, secchi, ritmati.

Il marescial Cannavacciuolo mi ha guardato. Era sorpreso di vedermi. Alle sue spalle due carabinieri in divisa. Ha detto Aveva ragione lei. Hanno usato la sua macchin- Abbiamo appena trovato i due c-

Il maresciallo ha guardato Piotr esanime, steso per terra in una pozza di sangue. Ha guardato me. Ha detto Cosa è sucesso?

Ho dato un’occhiata alla mia spalla. La ferita era più ampia di quanto pensassi.

Il coltello, ancora stretto nel mio pugno.

Ho pensato a mia madre ferma sulla porta di casa.

Un dolore, lancinante. Il coltello è caduto per terra.

Allora, solo allora, mi sono accorto che stavo piangendo.

-Fine-

 

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19 commenti

  1. ti porteremo le arance

  2. ilaria

    bravo bravo, many compliments!

  3. joujou

    vogliounavitaspericolataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    :)

  4. Sì sì, certe convivenze rischiano di finire così

  5. :O ( a dire la verità avevo dei sospetti che fosse stato Piotr ad uccidere già qualche puntata fa :) )
    Mi dispiace però che sia finito :( Mancherai molto :°

  6. Che grande Tieffè, così si fa! Un coltello e tutto si risolve!

  7. Il coinquilino non si cambia, si uccide. Bravo Tfm.

  8. *Yban: ok, ma mi raccomando, non sanguinelle! :D

    *Ilaria: grà

    *Jou: piena di guai, of course

    *Cloud: appunto ;)

    *Magdalena: arguta argutissima!

    *Mas: hai visto?

    *Ludik: anche se in realtà i coinquilini sono come i diamanti. Un coinquilino è per sempre.

    (e infatti: siamo così sicuri che…)

  9. Tfm, sappi che affitto una stanza a casa mia, prezzo modico.

  10. joujou

    @ludik: tra me e tfm, a parte qualche piccola cosuccia, non c’è molta differenza. quindi se ti sta simpatico lui…
    una differenza c’è, e sostanziale: io cerco casa sul serio. :)
    sono moderatamente pacifista e moderatamente referenziata.
    sapevatelo. nel caso…io la butto là…tra il serio e il faceto

  11. *comunque no cioè io beh insomma volevo dire alle divise in ascolto no beh cioè insomma qui si scherza si gioca qualcosa è vero qualcosa un po’ meno qualcosa forse eh che magari questi pensano che e io poi insomma le profezie che si autoavverano e le arance davvero

    *jou: questo post non è una bacheca per gli annunci! se ti serve vai all’ufficio postale daha tiburtina, lì trovi tutti gli annunci che vuoi appiccicati al muro con lo scotch marrone

  12. No, ma noi in casa cerchiamo solo gente che abbia un crimine alle spalle, quindi Tfm fa al caso nostro. Adesso mandiamo dei sicari a prenderlo.

  13. Spaventosamente bello, un racconto incredibilmente affiatante, funziona, mi piace.

    D.

  14. Mojiogiorgio

    Ma nell’armadio di Piotr cosa c’era?

  15. joujou

    @tfm: e come sei!:)
    @ludik:e quando ho detto che tra me e tfm non c’è molta differenza secondo te a cosa mi riferisco???…:)

  16. *Mojiogiorgio: la risposta nella seconda stagione, se mai ci sarà ;) Comunque una cosa te la posso dire: un ordine, come dire, maniacale.

  17. TFM ti seguo da un pò. Tutto ha avuto inizio dal tuo blog (come ci sono arrivata non ricordo…poi ci penso e magari te lo dico). Bella bella la serie. E il tuo RSS e’ quello che attendo e ricevo con più piacere. Ma di solito non commento. Questione di scuorn’

  18. Mazza! arrivo “dopo li fochi” a commentare! e lo scuorn’ cresce!

  19. Vita Tiburtina! Quanto tempo!
    Eravamo tutti più giovani.
    Contento del tuo delurkaggio.
    E grazie.
    (Se te lo ricordi perché no, son curioso)
    (“dopo li fochi” sta per: tardissimo, immagino)
    (no, niente scuorn’: questo lo so. Ero di Napoli, in un’altra vita)