Categorie Autori

Lost in the supermarket

di



«Pan di stelle pan carré latte zucchero piselli insalata arance rosse uova svelto svelto SVELTO»
«Problemi signore? Posso aiutarla?»

«Ssshhh. Non interrompere il flusso creativo!»
«Non mi permetterei. Ma lei sta interrompendo la spesa dei clienti, con le sue urla.»

«Urla? Io sto scrivendo!»
«Sempre con rispetto parlando, non puoi scrivere con carta e penna?»

«Non trovo l’ispirazione.»
«E la cerchi nel detersivo per i piatti?»

«Perché mi dai del tu?»
«Ricambio.»

«Giusto. Sei simpatica, tu.»
«Grazie.»

«Posso metterti nella mia opera?»
«Dipende.»

«Lo vedi quello? È un mio compagno di corso. Anche lui sta scrivendo.»
«No, sta facendo la spesa.»

«Sbagliato. Guarda com’è concentrato. Sta partorendo un’idea. Il compito della settimana è: supermercato.»
«Perché lo dici con quegli occhi allucinati? Prendi una scatola di camomilla, vuoi?»

«Non posso dormire. La competizione è spietata, alla Scuola per Scrittori. La vedi quella? Non sta facendo la spesa. Cerca ispirazione.»
«Tutti qui la cercate?»

«Gli affitti costano poco.»
«Perché il supermercato?»

«Perché sembra facile. È pieno di personaggi. Tutti devono fare la spesa.»
«E tu perché in mezzo a tanti personaggi guardi la verdura?»

«Ho detto che sembra, non che è facile. Guardare una persona e immaginare la sua storia. Plebeo. Lo fanno tutti. Scommetto che lo fai anche tu, quando sei alla cassa.»
«Io non sto alla cassa. Organizzo gli scaffali.»

«Se scrivo una poesia mi si nota di più.»
«Non è una poesia quella, è la lista della spesa.»

«Ah! Ma cosa sai tu di letteratura?»
«Sono commessa, mica analfabeta. Leggo, sai? Scrivi una storia d’amore. Quelle vanno sempre bene.»

«Fra una commessa e uno scrittore?»
«Anche no.»

«Non ce l’hai un’idea migliore?»
«La ragazza che è alla cassa. È una pittrice. Ha studiato a Londra e ha fatto anche delle mostre. Però non ci paga l’affitto.»

«Già sentita. Lo vedi quello al banco frigo? Un altro compagno. Ottimo scrittore, già pubblicato, fa il barista.»
«In questa città sono tutti artisti.»

«Tu cosa sei?»
«Una commessa.»

«Posso metterti nel mio racconto?»
«Non era una poesia?»

«Non lo so.»
«Fra dieci minuti chiudiamo.»

«Storia d’amore, eh? Talmente banale che potrebbe essere un’idea. Torno domani.»
«Non compri niente?»

«Detersivo per i piatti.»
«A domani.»

«A domani.»

 

← Articolo precedente

Articolo successivo →

14 commenti

  1. Lopez

    ma che figa sei!! : D

  2. ma che bello!!…a volte può essere interessante fare la commessa

  3. Non ho mai letto nulla con una struttura simile e lo trovo assolutamente meraviglioso!
    Il taglio è profondamente cinematografico, ho immaginato ogni singola inquadratura a partire dalle descrizioni contenute nel dialogo.
    Ottimo, piacevole, simpatico lavoro!

    D.

  4. Si chiude la settimana in bellezza, a quanto vedo. :)

  5. Grazie, grazie a tutti, grazie alla mia famiglia, a Gesù, grazie a te Maria e a tutta la commissione, al pubblico che mi ha vot… sì ok, vado.
    A domenica prossima.

  6. stiui

    Hai mai visto un film che si chiama Cashback?

  7. No. L’ho appena gugolato e da quello che ho trovato pare che diventerà uno dei miei preferiti, come ho potuto perdermelo???
    Mulo, all’opera!

  8. dio, che pena.

  9. Chi? Cosa? Parliamone.

  10. quanto scritto. il racconto, ergo. si vede lontano chilometri che l’autrice è, 1, una donna, 2, che suppone di avere senso dell’ironia, che, 3, magari chiama virgolette, spirito, virgolette e lo lima alacre dal suo macbook air. sai? sembra quasi tu stia davvero seguendo un corso di scrittura creativa.

    [ e di queste almeno una è vera]

  11. mm1, qualche appunto al tuo commento (così tanto per fare le pulci).
    1) il fatto che sia una donna è per te fonte di disturbo? (solo per capire, eh.)
    2) a volte le proprie idee possono essere espresse anche senza per forza risultare offensivi.
    3) il fatto che il racconto venga scritto da un macbook air o, che so, da un commodore 64 è per te un’altra fonte di disturbo? (ah, questo razzismo informatico.)

    LB, scusa se entro in campo per difenderti, ma non mi piace quando qualcuno tira un commento lapidario (come “dio, che pena) come fosse un macigno e poi, per spiegarsi, risulta ancora più pesante.

  12. Nemo grazie, sei stato molto esauriente, ti assumerò come avvocato! :)
    Solo un paio di cose:
    il macbook air, magari! Comunque anche il mio HP Pavillion con su tutti i ghirigori (oltre allo virgolette spirito virgolette posseggo anche uno spiccato virgolette senso estetico virgolette) fa la sua porca figura. Peccato che non ce l’avessi ancora quando seguivo – ebbene sì – il corso di scrittura creativa. Anzi per la precisione di “tecniche della narrazione”. Orrore, orrore!

  13. homo homini lupus.

  14. Dunque, io penso questo.

    Evviva la polemica. Setteperuno, io credo, ha bisogno anche di quello, se vuole crescere. I “pompini a vicenda” (Cit. ma non vi dico chi e cosa) servono ma anche no.

    Non c’è cosa più stimolante di un testo “contestato”.
    Ma non “pretestato”.

    Cioè, mm1, davvero. Siamo sicuri che non ci fossero altre parole e altre argomentazioni per “contestare”? Avresti potuto stupirci e non l’hai fatto. Siamo ancora a “voi donne”?
    dio, che pena.

    Detto questo: complimenti a LB per la classe.